Esploso e archiviato venerdì, 16 febbraio 2007 in: condominio e dintorni, madri, il peso della mole
Trasfigurazioni

Ieri sera ho scritto il titolo di questo post, poi sono andata in cucina per tirare fuori dei formaggi dal frigo e ho visto una bottiglia di vino rosso. Ce l'aveva messa distrattamente un amico che è mio ospite da mercole. Mi son girate le palle. Lo stato d'animo era abbastanza scazzato anche senza il nero d'avola a temperatura polare. L'unico trasfigurato, al limite, era il mio amico, dopo il cazziatone.

Ho rivisto il piccolino di Ma e Mo. Una settimana del pulcino su questa bella terra. In un momento di contemplazione chini sulla culla, io e Mo, con sottofondo di musica classica famosissima ma che non mi ricordo di chi è perché: 1. sono ignorante come una capra; 2. la memoria mi è fallace, osservando le piccole smorfie e i movimenti delle mani di bimbo, ricamo delicato color carne sul bianco di federa e lenzuolino, in quel momento, dicevo, m'è venuto da piangere. Imbarazzata, mi sono sollevata dalla culla e sono andata a sedermi sul divano. Mo mi ha seguito e ha detto: M'è venuto da piangere. Aveva la faccia e gli occhi rossi, una lucentezza da dentro.
(quando ho visto Ogni cosa è illuminata, a parte che l'ho visto al pomeriggio con i vegiotu - e nelle prime scene, con tutti i vecchiettini che muoiono in quel film, era un coro di soffocati: ossignur... - continuavo a ripetermi: ogni cosa è illuminata, ma dal di dentro. dal di dentro, nè. uè: ogni cosa... dal di dentro; tutto il film così, finché qualcuno dei protagonisti, verso la fine, non l'ha detto per davvero.)
Allora, a Mo, ho confessato che anch'io. Mo è raggiante. Non vedeva l'ora che si svegliasse (ma non sta dormendo un po' troppo questo bambino?) per poterselo pacioccare. Ma è una madonna felice e serena e straordinariamente opportuna. In quella casa è il trionfo del qui e ora.

Io negli ultimi giorni avevo cambiato faccia. Venerdì scorso avevo ribeccato Billy, che però era tutto diverso, assomigliava vagamente a Barbareschi ma molto più bello. Passando davanti al negozio avevo buttato l'occhio come al solito: c'era tutta la famiglia, anche il papà. Non sono entrata subito, causa coccolone; ho fatto un giro al macrobiotico e poi son tornata. Entro: non c'è più. Mi viene un cristo. Poi sento, dal retro, la sua (bella) voce: Devo infornare la focaccia? Nel frattempo tocca a me e Moirilyn mi chiede che cazzo voglio, e anche se non glielo voglio dire, le urlo: UNA CIABATTONA. Billy si palesa dal retro, circonfuso di luce rosata e di calore fornifero. Mi sembra più alto, anche. E con più pettorali.
(Sono da ricovero) Negli ultimi giorni avevo cambiato faccia: la bocca più sorridente, gli occhi più grandi, più luminosi. Sapete, no?
Chi posso servire, dice Billy. Poi mi sorride, mi saluta, Moirilyn mi chiede di scegliere tra due ciabattone, io ne indico una e lo guardo - più volte - e sorrido, e Moirilyn dopo un tot mi chiede di nuovo quale voglio perché, dice, s'è persa. Sapesse io. Altri sguardi, lei mi porge il sacchetto col pane e mi dice: Grazie tesoro. La madre. Moirilyn.
Ieri (io - beffa delle beffe - di pane non ne mangio molto, lo compro sì e no una volta a settimana) la tragedia. Entro, e poco dopo lui arriva da fuori, in compagnia di un'anziana signora, che apprendo essere la nonna di una bambina che se ne sta dietro al bancone con l'altra sua nonna, la cara vecchia incofanata Moirilyn. Insomma, Billy ha una figlia di due tre anni. Volevo già inaugurare un nuovo tag: dolceforno. Ma non è aria.
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