Esploso e archiviato venerdì, 29 giugno 2007 in: pessimismo e fastidio
Guardo nelle mie mutande e vedo
Stamattina avevo appuntamento dal dutur e mentre mi vesto metto un paio di mutande beige di strana fattura: una cucitura sul didietro, proprio in mezzo alle chiappe. Il che è da un lato positivo, perché coi pantaloni stanno meglio delle solite mutande non perizomate, ma dall'altro è negativissimo, infatti i fattori di 'ste mutande, non sapendo dove infilare tutto il malloppo di etichette (tre, di cui una lunga almeno 7 cm.) l'ha piazzato nell'unica cucitura, quella appunto posteriore. Talché la sensazione che ne ho ricavato è stata quella di essermi piazzata un miniassorbente sul sedere. Ma poi ero in ritardissimo e quindi chissene, e via. Il mio appuntamento era alle 9:40, ma arrivata in loco mi devo registrare. Cioè devo comunicare formalmente che sono arrivata, per far ciò impiego un'ora, e solo alle 10:15 posso andare nella sala d'attesa dell'endocrinolog. Appena si apre la porta dell'ambulatorio e il dottore chiama una tizia che io sapevo esser prenotata dopo di me mi avvicino e dico: "uè" (trad: sono arrivata, mi chiamo petarda). Risposta: "uè un cazzo, l'ho chiamata tre volte e adesso faccio passare la signora."
O ssegnora una bella merda. Tra l'altro lassegnora è un'imbranata e una meschina, perché alla registrazione s'è fatta passare davanti un sacco di furbi e quando le ho chiesto gentilmente se faceva passare pure me m'ha detto di no! Cioè, se ti tratto da zerbino non reagisci e se ti tratto da essere umano ti rivali su di me per le angherie subite in passato? O imbecille, ma ti scaglio in orbita come la donna proiettile.
Mi giro verso gli astanti e dico: "andate tutti affanculo, voi, le vostre visite e le vostre registrazioni". Ho preso forse troppo vento al mare, sono un po' nervosetta. Insomma dico proprio così, giuro, e nessuno banfa.
Quand'è il mio turno entro e faccio un cazziatone all'endocrine. Prima gli chiedo perché non c'è l'altra dottoressa e quando mi risponde che è in ferie dico "peccato". Poi gli dico che non è colpa mia se alla registrazione sono delle lumache e quando lui ribatte: "ma io cosa c'entro?" gli dico che fa parte del sistema ospedaliero e che io sono solo una povera paziente contro tutti e che quindi, sostanzialmente, non mi faccia perdere tempo con dei comportamenti incivili tipo mettermi in punizione perché mentre avrei dovuto stare davanti al suo ambulatorio stavo facendo l'ennesima coda da un'altra parte.
Questa sfuriata mi mette di buon umore. Lui, poi, è cagnolinabile e si lascia cazziare di buon grado. Inizia a dirmi che ho un leggero ipotiroidismo. "Deve prendere l'eutirox, vedrà, starà meglio." "Ma io sto benissimo!" "Sì ma avrà meno sonno, sarà più reattiva...", poi mi guarda un attimo e dice: "non troppo reattiva."
Mah, si decida. Ora chiamo l'omeopata e le chiedo se secondo lei devo prendere o meno questa pastiglietta. Perché io sto bene, benissimo, non ho sempre sonno, non sono poco reattiva, ma neanche isterica, cazzo.
Per esempio quando un'ora dopo mi han telefonato che il tipo aveva dimenticato di darmi tutti i fogli che mi doveva dare non mi sono incazzata, ma neanche ho avuto una reazione addormentata rassegnata, però forse non ci vado, credo di avere tutti i fogli che mi servono. Quel che è certo è che in questo periodo sopporto poco, men che meno la gente fessa e furba, ma anche la gente in generale, le code, e 'ste cazzo di etichette infilate nel culo.
Stamattina avevo appuntamento dal dutur e mentre mi vesto metto un paio di mutande beige di strana fattura: una cucitura sul didietro, proprio in mezzo alle chiappe. Il che è da un lato positivo, perché coi pantaloni stanno meglio delle solite mutande non perizomate, ma dall'altro è negativissimo, infatti i fattori di 'ste mutande, non sapendo dove infilare tutto il malloppo di etichette (tre, di cui una lunga almeno 7 cm.) l'ha piazzato nell'unica cucitura, quella appunto posteriore. Talché la sensazione che ne ho ricavato è stata quella di essermi piazzata un miniassorbente sul sedere. Ma poi ero in ritardissimo e quindi chissene, e via. Il mio appuntamento era alle 9:40, ma arrivata in loco mi devo registrare. Cioè devo comunicare formalmente che sono arrivata, per far ciò impiego un'ora, e solo alle 10:15 posso andare nella sala d'attesa dell'endocrinolog. Appena si apre la porta dell'ambulatorio e il dottore chiama una tizia che io sapevo esser prenotata dopo di me mi avvicino e dico: "uè" (trad: sono arrivata, mi chiamo petarda). Risposta: "uè un cazzo, l'ho chiamata tre volte e adesso faccio passare la signora."
O ssegnora una bella merda. Tra l'altro lassegnora è un'imbranata e una meschina, perché alla registrazione s'è fatta passare davanti un sacco di furbi e quando le ho chiesto gentilmente se faceva passare pure me m'ha detto di no! Cioè, se ti tratto da zerbino non reagisci e se ti tratto da essere umano ti rivali su di me per le angherie subite in passato? O imbecille, ma ti scaglio in orbita come la donna proiettile.
Mi giro verso gli astanti e dico: "andate tutti affanculo, voi, le vostre visite e le vostre registrazioni". Ho preso forse troppo vento al mare, sono un po' nervosetta. Insomma dico proprio così, giuro, e nessuno banfa.
Quand'è il mio turno entro e faccio un cazziatone all'endocrine. Prima gli chiedo perché non c'è l'altra dottoressa e quando mi risponde che è in ferie dico "peccato". Poi gli dico che non è colpa mia se alla registrazione sono delle lumache e quando lui ribatte: "ma io cosa c'entro?" gli dico che fa parte del sistema ospedaliero e che io sono solo una povera paziente contro tutti e che quindi, sostanzialmente, non mi faccia perdere tempo con dei comportamenti incivili tipo mettermi in punizione perché mentre avrei dovuto stare davanti al suo ambulatorio stavo facendo l'ennesima coda da un'altra parte.
Questa sfuriata mi mette di buon umore. Lui, poi, è cagnolinabile e si lascia cazziare di buon grado. Inizia a dirmi che ho un leggero ipotiroidismo. "Deve prendere l'eutirox, vedrà, starà meglio." "Ma io sto benissimo!" "Sì ma avrà meno sonno, sarà più reattiva...", poi mi guarda un attimo e dice: "non troppo reattiva."
Mah, si decida. Ora chiamo l'omeopata e le chiedo se secondo lei devo prendere o meno questa pastiglietta. Perché io sto bene, benissimo, non ho sempre sonno, non sono poco reattiva, ma neanche isterica, cazzo.
Per esempio quando un'ora dopo mi han telefonato che il tipo aveva dimenticato di darmi tutti i fogli che mi doveva dare non mi sono incazzata, ma neanche ho avuto una reazione addormentata rassegnata, però forse non ci vado, credo di avere tutti i fogli che mi servono. Quel che è certo è che in questo periodo sopporto poco, men che meno la gente fessa e furba, ma anche la gente in generale, le code, e 'ste cazzo di etichette infilate nel culo.
Petarda | link | commenti (24)(popup)




















