Esploso e archiviato venerdì, 06 luglio 2007 in: ciccipuccimucci
Sottolineature

Un post di undulant 2 la vendetta mi ha ricordato un articolo molto molto sfizioso di Guido Vitiello su Internazionale, di cui vado a postare un estratto.

Bibliomanzia: trovate l'anima gemella!
Alcuni ricorderanno la candida e disperata domanda che Sigmund Freud rivolse un giorno a Marie Bonaparte: Was will eine Frau eigentlich?, ovvero: cosa diavolo vogliono le donne? Dopo trent'anni passati a curare isteriche, il pover'uomo era da capo a dodici. E io, assai più modestamente, con lui. Non aspettatevi dunque risposte al Grande Enigma. Ho però escogitato un metodo, una novissima scienza applicata che ho battezzato per l'occasione Ars Magna Bibliomantiae, ovvero: come capire se una ragazza fa per voi dal modo in cui sottolinea i libri (per le lettrici, può essere un utile strumento di autoanalisi). [...]
Variante 1. Il libro appare intonso: non c'è traccia di sottolineature, e perfino il dorso non presenta segni d'uso.
Variante 2. Il libro è integralmente sottolineato, e quando dico integralmente intendo che all'incirca ogni parola è stata ritenuta meritevole di una speciale evidenza.
Variante 3. Più che sottolineature, il libro presenta un cifrario arcano di girigogoli, punti esclamativi insistiti, parole in maiuscolo da cui promana un'aura di rivelazione grandiosa e fatale.
Variante 4. Il libro è sottolineato con righello, squadra, goniometro o quant'altro.
Variante 5. Il libro presenta sottolineature a penna e/o a pennarello.
Variante 6. Il libro mostra i segni di una lettura viscerale e tempestosa: è tutto gualcito, i segni a matita sono disordinati e coprono parte del testo, gli angoli delle pagine sono ripiegati, a pag. 27 c'è un insetto spiaccicato, a pag. 80 uno scontrino del bar "La bodeguita", a pag. 162 il pesto alla genovese rende illeggibili due paragrafi, le ultime trenta pagine sono curiosamente bombate perché sono chissà come finite in acqua e poi riasciugate. Se lo sgrullate, ne usciranno granelli di sabbia, fiori secchi, peli di gatto e forse i resti essiccati di un supplì.
Variante 7. Il libro ha segni di sottolineatura miti e giudiziosi: righe verticali appena accennate a fianco dei paragrafi interessanti, labili segni di matita qua e là, annotazioni discrete.

Naturalmente per scoprire il profilo psicologico corrispondente a ogni variante è necessario andarsi a leggere l'articolo, cosa che consiglio: è assai divertente e sagace. Ecco intanto quel che risposi io:

mi sono ricordata di un libro che regalai a un uomo di cui ero molto innamorata. mi pare fosse di canetti, ma chissà qual era il titolo. di quest'autore tra l'altro non ho mai letto nulla, ma leggendo la quarta di copertina mi sembrava di avervi trovato molte affinità con l'anima dell'amato. mi disse poi che l'aveva sottolineato tutto, benchè di solito si dedicasse a quest'operazione solo se necessario, e quindi nei suoi libri non fossero evidenziate che alcune righe, o alcuni vocaboli o alle volte niente del tutto. vero.
per quanto mi riguarda sono un misto di tre opzioni con variante personalizzata dovuta alla pigrizia. se leggo in viaggio, e capita spesso perché adoro leggere in viaggio, il libro potrà essere macchiato, con molte orecchie, ondulato d'acqua asciugata, ornato di reperti animali, vegetali e culinari. potrà in alcuni casi perdere le pagine. se leggo a casa sarà un po' sgualcito ma niente di più. dipende anche dalla qualità dell'oggetto. qualche mio libro ha (poche) sottolineature. per esempio, ne "il tè nel deserto" di bowles ci sono due frasi evidenziate a matita da disegno viola. in realtà capita ogni tanto di trovare concetti o illuminazioni che si vorrebbero ritrovare a distanza di tempo. però sono troppo pigra per andare a prendere una matita. oppure non ce l'ho proprio. in quei casi, se ho un pennarello a punta fine, faccio una riga a margine. se la frase mi ha proprio stravolto, metto anche un punto esclamativo. addirittura posso arrivare a sottolineare tutta la frase con un'abominevole riga nera a pennarello. mi prende sempre un po' male, ma poi penso: "sei solo un oggetto".
l'ideale sarebbe sottolineare a margine (certo se il concetto ha suscitato una riflessione bisognerebbe aggiungere qualche parolina per far capire di che si tratta) e inserire poi un segno, tipo post it, visibile all'esterno, per ritrovare subito ciò che mi aveva colpito. a quel punto, sul post it, potrei scrivere anche le mie riflessioni su ciò che ho letto.
(sistema che trovo utilissimo in caso di studio o lavoro, ma i libri di cui ho parlato finora sono libri di narrativa, non saggi)
ma non lo faccio. non solo non uso i post it, ma nemmeno sottolineo se non per qualche caso fortuito (cioè se ho sottomano una matita). peraltro sono secoli che mi dico che dovrei portarmi dietro un piccolo registratore.
la storia d'amore andò malissimo e mi fece molto soffrire. comunque un libro tutto sottolineato non si può nè prestare nè rileggere.
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