Esploso e archiviato venerdì, 26 ottobre 2007 in: pessimismo e fastidio, condominio e dintorni, il peso della mole, italiano vero
Vicini di casa
L'altra settimana ascoltavo l'ineffabile Elena e la muliebre signora Bravuomo raccontare di rumori molesti provenienti dalle dimore confinanti. Tacevo e mentalmente elaboravo la lista che ora, mentre qualcuno al piano di sopra trascina una clava per tutta la stanza e contemporaneamente collauda una ruota in pietra, vado a esporre:
La soprano
Ai tempi universitari della mia permanenza in un loculo di (esagerando) 4 mq, nell'alloggio adiacente viveva una soprano. Ella cantava nei pianobar con l'accompagnamento musicale del proprio fidanzato nonché manager. Al loro ritorno alla magione, che avveniva di solito verso le 4 di notte, altro concerto, costituito oltre che dalle botte al muro causate dalla testata del letto (che trovavasi in corrispondenza del mio, di letto, purtroppo inamovibile perché incastonato nel loculo in guisa di sarcofago), anche da naturalissimi gorgheggi in crescendo che nemmeno Katia e Pippo. Infaticabili artisti. Cercai di vendicarmi una volta che ero senza biglietto del bus, fornendo al controllore i dati della vocalist al posto dei miei. La multa però non fu mai recapitata perché il brav'uomo mi lasciò fuggire prima di aver compilato il verbale.
La fonte inesauribile
Anche questa è una storia vecchia, avvenuta però nella casa in cui vivo attualmente. Nella mansarda che si trova sopra al mio soggiorno si sono avvicendate varie persone. Al tempo era occupata da due signori. Ora, capitava ogni sera di udire un rumore che fu oggetto di numerose conversazioni e s'attribuì infine al getto d'urina in un pitale. Non riuscivamo a spiegarci però un altro suono contemporaneo, simile al sobbollimento di un liquido. Inoltre il getto si ripeteva con troppa frequenza. Soluzione: si trattava della cerimonia del tè, servito nei bicchierini dorati versandolo dall'alto. Molto dall'alto. Anche l'ipotesi narghilè ebbe un certo successo. In effetti è possibile che i due signori egiziani bevessero tè e fumassero quell'aggeggio. Bello.
Secrezioni
A quei tempi il mio appartamento pativa un'altra intrusione acustica da parte del condomino a fianco, afflitto da una bronchite cronica che lo portava a tossire spesso, grassamente e lungamente, e infine a espettorare (o vomitare) con frastuono. Il che, unito alla presunta pioggia dorata del piano di sopra, conferiva ai piatti delle mie cene - all'epoca frequenti, e talvolta in presenza di un paio di docenti dell'università, che pur giovan(il)i e alla mano, inibivano un po' gli altri commensali - un condimento originale, di cui ai giorni nostri s'è perso il sapore.
Strani individui
Il vicino bronchitico ebbe, per alcune settimane, un'infatuazione verso la mia persona, che esternò riempiendomi il vaso di bignonia di bigliettini in cui mi descriveva come una buona infermiera che doveva essere salvata grazie al suo intervento in groppa a un destriero o in bicicletta, il tutto sotto l'alta protezione di Gesù Cristo col costato insanguinato. Quando l'anziana madre del mio innamorato scoprì la tresca lo chiuse in casa e lo sanzionò impedendogli di fumare (è da dire che la bronchite non migliorò); inoltre iniziò a chiamarmi a ogni occasione baldracca, abitudine persa solo recentemente con il sopravvenire dell'Alzheimer.
Nel lontano 1993 entrai in questa casa, che era stata disabitata per un paio d'anni. Al di là della parete del mio bagno viveva il Troll: una vecchina storpia e gobba che ogni mattina mi diceva che l'avevo svegliata tirando lo sciacquone e cercava di spaventarmi con assurde fole, tipo che il condominio era invaso dai topi, e che anzi, siccome il suo alloggetto era pieno di pantegane, sicuramente qualcuna sarebbe prima o poi trasmigrata ai miei appartamenti. Casa sua è ora occupata da un giovane che ha passato l'estate scorsa a costruire un'installazione domestica sezionando tubi di metallo sul ballatoio. Qualche settimana fa si è rasato a zero. Ascolta Tiziano Ferro e ho notato che possiede un tappetino per la doccia uguale al mio: rosso a forma di cuore (ikea).
aggiornamento: mi fa notare il sor Flaviano nei commenti che la più strana del caseggiato sarei io, per via del tappetino. Ma è che il mio bagno è dedicato all'amore: infatti vi trovano spazio, oltre al tappeto cardiomorfo e alla cassettiera pomellata di cui parlavo qualche post sotto, un bacio in carriola di Doisneau, un valzer chiappe al vento di Mapplethorpe, e il canto del guanciale di Utamaro.
L'altra settimana ascoltavo l'ineffabile Elena e la muliebre signora Bravuomo raccontare di rumori molesti provenienti dalle dimore confinanti. Tacevo e mentalmente elaboravo la lista che ora, mentre qualcuno al piano di sopra trascina una clava per tutta la stanza e contemporaneamente collauda una ruota in pietra, vado a esporre:
La soprano
Ai tempi universitari della mia permanenza in un loculo di (esagerando) 4 mq, nell'alloggio adiacente viveva una soprano. Ella cantava nei pianobar con l'accompagnamento musicale del proprio fidanzato nonché manager. Al loro ritorno alla magione, che avveniva di solito verso le 4 di notte, altro concerto, costituito oltre che dalle botte al muro causate dalla testata del letto (che trovavasi in corrispondenza del mio, di letto, purtroppo inamovibile perché incastonato nel loculo in guisa di sarcofago), anche da naturalissimi gorgheggi in crescendo che nemmeno Katia e Pippo. Infaticabili artisti. Cercai di vendicarmi una volta che ero senza biglietto del bus, fornendo al controllore i dati della vocalist al posto dei miei. La multa però non fu mai recapitata perché il brav'uomo mi lasciò fuggire prima di aver compilato il verbale.
La fonte inesauribile
Anche questa è una storia vecchia, avvenuta però nella casa in cui vivo attualmente. Nella mansarda che si trova sopra al mio soggiorno si sono avvicendate varie persone. Al tempo era occupata da due signori. Ora, capitava ogni sera di udire un rumore che fu oggetto di numerose conversazioni e s'attribuì infine al getto d'urina in un pitale. Non riuscivamo a spiegarci però un altro suono contemporaneo, simile al sobbollimento di un liquido. Inoltre il getto si ripeteva con troppa frequenza. Soluzione: si trattava della cerimonia del tè, servito nei bicchierini dorati versandolo dall'alto. Molto dall'alto. Anche l'ipotesi narghilè ebbe un certo successo. In effetti è possibile che i due signori egiziani bevessero tè e fumassero quell'aggeggio. Bello.
Secrezioni
A quei tempi il mio appartamento pativa un'altra intrusione acustica da parte del condomino a fianco, afflitto da una bronchite cronica che lo portava a tossire spesso, grassamente e lungamente, e infine a espettorare (o vomitare) con frastuono. Il che, unito alla presunta pioggia dorata del piano di sopra, conferiva ai piatti delle mie cene - all'epoca frequenti, e talvolta in presenza di un paio di docenti dell'università, che pur giovan(il)i e alla mano, inibivano un po' gli altri commensali - un condimento originale, di cui ai giorni nostri s'è perso il sapore.
Strani individui
Il vicino bronchitico ebbe, per alcune settimane, un'infatuazione verso la mia persona, che esternò riempiendomi il vaso di bignonia di bigliettini in cui mi descriveva come una buona infermiera che doveva essere salvata grazie al suo intervento in groppa a un destriero o in bicicletta, il tutto sotto l'alta protezione di Gesù Cristo col costato insanguinato. Quando l'anziana madre del mio innamorato scoprì la tresca lo chiuse in casa e lo sanzionò impedendogli di fumare (è da dire che la bronchite non migliorò); inoltre iniziò a chiamarmi a ogni occasione baldracca, abitudine persa solo recentemente con il sopravvenire dell'Alzheimer.
Nel lontano 1993 entrai in questa casa, che era stata disabitata per un paio d'anni. Al di là della parete del mio bagno viveva il Troll: una vecchina storpia e gobba che ogni mattina mi diceva che l'avevo svegliata tirando lo sciacquone e cercava di spaventarmi con assurde fole, tipo che il condominio era invaso dai topi, e che anzi, siccome il suo alloggetto era pieno di pantegane, sicuramente qualcuna sarebbe prima o poi trasmigrata ai miei appartamenti. Casa sua è ora occupata da un giovane che ha passato l'estate scorsa a costruire un'installazione domestica sezionando tubi di metallo sul ballatoio. Qualche settimana fa si è rasato a zero. Ascolta Tiziano Ferro e ho notato che possiede un tappetino per la doccia uguale al mio: rosso a forma di cuore (ikea).
aggiornamento: mi fa notare il sor Flaviano nei commenti che la più strana del caseggiato sarei io, per via del tappetino. Ma è che il mio bagno è dedicato all'amore: infatti vi trovano spazio, oltre al tappeto cardiomorfo e alla cassettiera pomellata di cui parlavo qualche post sotto, un bacio in carriola di Doisneau, un valzer chiappe al vento di Mapplethorpe, e il canto del guanciale di Utamaro.
Petarda | link | commenti (39)(popup)




















