Esploso e archiviato lunedì, 12 novembre 2007 in: pessimismo e fastidio, esiti resistenziali
Smarca il tempo
Ci son persone che, se non riescono a fermare il tempo, lo rallentano parecchio. Il tempo rallenta anche in presenza di venti sciroccali. Il tempo rallentato è un tempo denso.
Poi ci sono altre persone con cui invece il tempo passa molto in fretta. Si tratta di persone che comunicano ad alta velocità con altre persone cablate, o almeno molto aperte.
Il tempo è flessibile: momenti epifanici che valgono un'eternità, decenni che passano senza farsi accorgere, ore che cambiano vita e sistema di riferimento. Il caso va a braccetto col tempo, anche lui si piega, ci accoglie, ci fa parte di sé.
Le persone fanno i figli anche per ingannare il tempo. Quando si è giovani il tempo è lentissimo, poi si mette a correre, allora fare i figli è un modo per ritrovare il tempo lungo dell'infanzia.
Hai mai pensato: quanto del mio tempo c'è in quella cosa, persona, situazione? Che il tempo è bello regalarlo, ma se te lo prendono a tua insaputa non è così piacevole. Ti sei mai chiesto quanto del tuo tempo c'è nei tuoi figli? Hai mai urlato al tuo capo: ridammi il mio tempo?
Io no: non ho né dei figli né un capo.
E il mio tempo non lo impiego, lo butto. Lo butto e poi lo vorrei osservare dall'alto e da lontano, come un'aquila su una montagna. Con un certo distacco. Ma poi mi piace il tempo vicino. Giocato, dedicato, appassionato: il tempo denso, il tempo lungo, sporco, maneggiato, provato e riprovato, il tempo non desiderato, che accade e bon. Quel che mi piace più di tutto è stare con una persona e farlo volare, il tempo, però stando immersi nel tempo denso, come dentro a una bolla. Quello è uno sballo.
Però forse no, quel tempo lì, lento con la bolla veloce dentro, mi piace sapere che esiste, mi piace sapere che se voglio può tornare, ecco, ma mi fa un po' fatica. Un po', anche, paura. Sicché il mio tempo di adesso è un tempino: è il tempo di una tazza di tè coi biscotti (però fatti in casa).
Forse - mi dico - se aspetto ancora, non tornerà, quel tempo che mi piace così tanto. Pazienza: che tempo sarebbe se non mi desse il tempo di cui ho bisogno?
[dice il saggio: Lasciate traccia sui vostri blog, se lo volete, del vostro personale modo di percepire e misurare il tempo, passando parola circa l’iniziativa. Sul blog a-tempo verranno pubblicati, con autore e link, tutti i post segnalati, così da creare una collezione collettiva di dis-unità di misura]
Quante altre volte guarderai sorgere la luna piena? Forse venti. E tuttavia tutto sembra senza limiti.
Ci son persone che, se non riescono a fermare il tempo, lo rallentano parecchio. Il tempo rallenta anche in presenza di venti sciroccali. Il tempo rallentato è un tempo denso.
Poi ci sono altre persone con cui invece il tempo passa molto in fretta. Si tratta di persone che comunicano ad alta velocità con altre persone cablate, o almeno molto aperte.
Il tempo è flessibile: momenti epifanici che valgono un'eternità, decenni che passano senza farsi accorgere, ore che cambiano vita e sistema di riferimento. Il caso va a braccetto col tempo, anche lui si piega, ci accoglie, ci fa parte di sé.
Le persone fanno i figli anche per ingannare il tempo. Quando si è giovani il tempo è lentissimo, poi si mette a correre, allora fare i figli è un modo per ritrovare il tempo lungo dell'infanzia.
Hai mai pensato: quanto del mio tempo c'è in quella cosa, persona, situazione? Che il tempo è bello regalarlo, ma se te lo prendono a tua insaputa non è così piacevole. Ti sei mai chiesto quanto del tuo tempo c'è nei tuoi figli? Hai mai urlato al tuo capo: ridammi il mio tempo?
Io no: non ho né dei figli né un capo.
E il mio tempo non lo impiego, lo butto. Lo butto e poi lo vorrei osservare dall'alto e da lontano, come un'aquila su una montagna. Con un certo distacco. Ma poi mi piace il tempo vicino. Giocato, dedicato, appassionato: il tempo denso, il tempo lungo, sporco, maneggiato, provato e riprovato, il tempo non desiderato, che accade e bon. Quel che mi piace più di tutto è stare con una persona e farlo volare, il tempo, però stando immersi nel tempo denso, come dentro a una bolla. Quello è uno sballo.
Però forse no, quel tempo lì, lento con la bolla veloce dentro, mi piace sapere che esiste, mi piace sapere che se voglio può tornare, ecco, ma mi fa un po' fatica. Un po', anche, paura. Sicché il mio tempo di adesso è un tempino: è il tempo di una tazza di tè coi biscotti (però fatti in casa).
Forse - mi dico - se aspetto ancora, non tornerà, quel tempo che mi piace così tanto. Pazienza: che tempo sarebbe se non mi desse il tempo di cui ho bisogno?
(Poi, per tutto il resto, per quella frase lassù in alto, ecco, fanculo al tempo. Non t'avessi mai letto, Paul Bowles.)
[dice il saggio: Lasciate traccia sui vostri blog, se lo volete, del vostro personale modo di percepire e misurare il tempo, passando parola circa l’iniziativa. Sul blog a-tempo verranno pubblicati, con autore e link, tutti i post segnalati, così da creare una collezione collettiva di dis-unità di misura]
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