Esploso e archiviato lunedì, 03 dicembre 2007 in: pessimismo e fastidio, esiti resistenziali, gadole
Dear John
Io vi invidio. Vi mettete lì, e in 4+4=8 fate un post. Anche bello, magari. Oppure avete in serbo delle robe vecchie, e mano a mano le postate. Oppure, anche, avete in serbo delle robe e ne create, pure, di nuove: in questo caso quasi vi odio. Ché io avevo in altri tempi un'altra creatività, e fino al 2005 e prima della formattazione del pc di allora anche un sacco di robe non sconvolgenti ma carine, scritte su vari forum e sitarelli sin dal 2001: quasi tutto perso, e pensare che avevo fatto attenzione. Perse le filippiche di Madre Badessa, gli interrogativi di Ignota a Me Stessa e le note sferzanti di Zazie. Persa una pregevole sceneggiata in pseudolivornese a opera di Uberta degli Ubertosi Berti. Una carneficina. Perse anche le mail di outlook. E alcune amene chattate di Rapida (talvolta Invana) e Ripido (occasionalmente Puddu o anche Bernardo). Non persa, però, una mail successiva allo scempio che ora decido di postare parzialmente: riletta ieri sera, invece della gastrite mi ha provocato solo risa.
Dear John.
[...]
Ma sei scemo? Cioè, sarai anche intelligente [millantava un q.i. pari a 150, N.d.P.], ma a livello emotivo la tua intelligenza è pari a zero. Un ebete sociale. Non capisci una mazza. E sai perché? Perché sei concentrato su te stesso e gli altri non li vedi proprio, non li distingui l'uno dall'altro, probabilmente non li distingui da te stesso.
[...]
alcune tue affermazioni mi lasciarono, all'epoca, basita: [...] cosa faresti se mi vedessi scopare con un'altra, cosa faresti se partissi senza dirti nulla? Questo si chiama gettare le basi di una relazione.
[...]
Io però di me sono contenta perché sono sempre stata superiore a queste tue cazzatine da piciustronzo. Ma non perché dicessi adesso faccio la superiore. Perché sono in un certo modo e voglio essere in un certo modo, e per nessun altro che per me stessa. Impara, coglione. Il cazzo di conte *** [dei miei stivali, N.d.P.] che non sa cosa sia la nobiltà d'animo. Al tuo confronto sono una principessa angelica che te la sogni. Tanto per non essere sempre coerente e uguale a me stessa, qualche tempo fa ti ho mandato una mail con le sensazioni di alcune fantastiche scopate [non con lui, obv., N.d.P.]... è tutto vero, eh!
[...]
Questo so di avertelo detto, ma siccome tu prendi nota solo di quel che ti fa comodo, ascolti poco o niente e in sovrappiù sei scarso di comprendonio, non devi aver recepito.
[...]
menti a te stesso. O lo sai, nei recessi più profondi di quella sacca di paura e di boria che chiami psiche, che ti sei comportato da merda secca e da minchia bollita? [...] E poi, vogliamo parlare dei tuoi sms? [...] sms da vispo tereso, come se nulla fosse successo. Non sei solo idiota: sei malato. Sei totalmente inconsapevole dei tuoi atti. [...] Ma perché mi hai di nuovo rotto le palle, si può sapere? A te è tutto concesso? Come mai? Decisamente non ne azzecchi una, e il bello è che invece di darti una mossa continui a guardarti nelle mutande e a dire 'oh, sono sempre figo, sì, sì, dicano quel che vogliono, ah sì'. Sai che c'è? Chi se ne fotte delle tue fregnacce.
[...]
la lettera che ti mandavo via mail, e che non sei mai riuscito ad aprire in quanto minus habens.
[...]
Ti ho scritto per non lasciare spazio di manovra alcuno alla tua immaginazione bacata. Sai, adesso, chi sono, e che ne penso di te. Arvedsi, o in alternativa: sciopa.
[...]
P.S. E mi raccomando, pensa che non mi sono accorta che cercavi di riconquistarmi facendomi rincontrare *** e parlandomi di viaggi, ecc. ecc. Sì, continua a pensare di essere un grandissimo incompreso...
E' vero, è una letteraccia. Però me ne aveva fatte: credetemi. La prossima volta - giuro - mi limiterò alle minacce verbali, tipo: mo' te lo taglio e te lo ficco in c**o (un'altra delle mie hit). Tanto verba volant e una frase così uno prima o poi se la dimentica, no? ciao&miao
Io vi invidio. Vi mettete lì, e in 4+4=8 fate un post. Anche bello, magari. Oppure avete in serbo delle robe vecchie, e mano a mano le postate. Oppure, anche, avete in serbo delle robe e ne create, pure, di nuove: in questo caso quasi vi odio. Ché io avevo in altri tempi un'altra creatività, e fino al 2005 e prima della formattazione del pc di allora anche un sacco di robe non sconvolgenti ma carine, scritte su vari forum e sitarelli sin dal 2001: quasi tutto perso, e pensare che avevo fatto attenzione. Perse le filippiche di Madre Badessa, gli interrogativi di Ignota a Me Stessa e le note sferzanti di Zazie. Persa una pregevole sceneggiata in pseudolivornese a opera di Uberta degli Ubertosi Berti. Una carneficina. Perse anche le mail di outlook. E alcune amene chattate di Rapida (talvolta Invana) e Ripido (occasionalmente Puddu o anche Bernardo). Non persa, però, una mail successiva allo scempio che ora decido di postare parzialmente: riletta ieri sera, invece della gastrite mi ha provocato solo risa.
Dear John.
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Ma sei scemo? Cioè, sarai anche intelligente [millantava un q.i. pari a 150, N.d.P.], ma a livello emotivo la tua intelligenza è pari a zero. Un ebete sociale. Non capisci una mazza. E sai perché? Perché sei concentrato su te stesso e gli altri non li vedi proprio, non li distingui l'uno dall'altro, probabilmente non li distingui da te stesso.
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alcune tue affermazioni mi lasciarono, all'epoca, basita: [...] cosa faresti se mi vedessi scopare con un'altra, cosa faresti se partissi senza dirti nulla? Questo si chiama gettare le basi di una relazione.
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Io però di me sono contenta perché sono sempre stata superiore a queste tue cazzatine da piciustronzo. Ma non perché dicessi adesso faccio la superiore. Perché sono in un certo modo e voglio essere in un certo modo, e per nessun altro che per me stessa. Impara, coglione. Il cazzo di conte *** [dei miei stivali, N.d.P.] che non sa cosa sia la nobiltà d'animo. Al tuo confronto sono una principessa angelica che te la sogni. Tanto per non essere sempre coerente e uguale a me stessa, qualche tempo fa ti ho mandato una mail con le sensazioni di alcune fantastiche scopate [non con lui, obv., N.d.P.]... è tutto vero, eh!
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Questo so di avertelo detto, ma siccome tu prendi nota solo di quel che ti fa comodo, ascolti poco o niente e in sovrappiù sei scarso di comprendonio, non devi aver recepito.
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menti a te stesso. O lo sai, nei recessi più profondi di quella sacca di paura e di boria che chiami psiche, che ti sei comportato da merda secca e da minchia bollita? [...] E poi, vogliamo parlare dei tuoi sms? [...] sms da vispo tereso, come se nulla fosse successo. Non sei solo idiota: sei malato. Sei totalmente inconsapevole dei tuoi atti. [...] Ma perché mi hai di nuovo rotto le palle, si può sapere? A te è tutto concesso? Come mai? Decisamente non ne azzecchi una, e il bello è che invece di darti una mossa continui a guardarti nelle mutande e a dire 'oh, sono sempre figo, sì, sì, dicano quel che vogliono, ah sì'. Sai che c'è? Chi se ne fotte delle tue fregnacce.
[...]
la lettera che ti mandavo via mail, e che non sei mai riuscito ad aprire in quanto minus habens.
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Ti ho scritto per non lasciare spazio di manovra alcuno alla tua immaginazione bacata. Sai, adesso, chi sono, e che ne penso di te. Arvedsi, o in alternativa: sciopa.
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P.S. E mi raccomando, pensa che non mi sono accorta che cercavi di riconquistarmi facendomi rincontrare *** e parlandomi di viaggi, ecc. ecc. Sì, continua a pensare di essere un grandissimo incompreso...
E' vero, è una letteraccia. Però me ne aveva fatte: credetemi. La prossima volta - giuro - mi limiterò alle minacce verbali, tipo: mo' te lo taglio e te lo ficco in c**o (un'altra delle mie hit). Tanto verba volant e una frase così uno prima o poi se la dimentica, no? ciao&miao
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