Esploso e archiviato venerdì, 07 dicembre 2007 in: yoga, esiti resistenziali
Yoganidra
E come si chiama questa posizione?
Del gatto!
Oppure...?
Blablasciàblàsana...
No, si chiama #dh§sj!mwxçàsana, la prossima volta t'interrogo.
Me lo ricorderò sicuramente.
Adoro yoga. Respiriamo un casino, praticamente io in quell'ora e mezza respiro per tutta la settimana. De panza, col torace, con entrambi, a salti nell'inspiro e nell'espiro. Il momento più bello è yoganidra. Siamo sdraiati, alla fine della lezione, sotto una copertina. Il maestro accende una luce che, da dietro le palpebre, sembra di star sott'acqua. Nomina tutte le parti del corpo e in quelle parti lì, se ci penso - e ci penso - mi viene come un friccicore sottilissimo, come se delle molecole corressero allegramente sulla punta del naso, o delle dita, o negli altri posti. Questa cosa mi capitava anche anni fa con un altro maestro, meno bravo di questo ma capace di inarcare la schiena all'indietro a 90 gradi. Peccato che subito dopo gli fosse sfuggita una megascorreggia. Poi:
Ora immaginate di essere in un grande parco, bellissimo. Ci siete solo voi.
(Valentino? Pellerina? Central Park? Va bene, sto camminando in un posto pieno di alberi, e sono nuda)
Camminate, camminate, osservate gli alberi secolari. E' mattino, prima del sorgere del sole.
(perché prima del sorgere del sole? che tristezza. meglio il sole)
Ora vedete delle rose bellissime, rose rosse, gialle, rosa, porpora...
(rose?)
Annusatele. Sono piene di rugiada.
(e va bene, mi bagnerò il naso)
Continuate a camminare fino a trovare una radura con un tempietto. Entrate nel tempietto e osservate le immagini dei santi.
(santi? quali santi? santi tipo sant'antonio o un santone indiano? ma dai... non li voglio i santi)
Vi sedete per terra, a gambe incrociate.
(cioè, ero in un posto bellissimo e adesso sono in una cappella buia e polverosa e mi tocca pure sedermi in terra?)
Cercate di raggiungere il silenzio dentro di voi.
(ma se sono nuda dove mi siedo? in terra no. c'è una panchetta?)
E blablablablablablablabla.
(ha detto di sedersi in terra, mi devo sedere in terra. allora facciamo che ho una tuta. una tuta grigia)
Blablablablablablablablablabla.
(no grigia non mi piace! ma uffa)
E blablablablablablablablablabla.
(poi comunque 'sto tempietto lo voglio luminoso, facciamo che è un gazebo)
Blablablablablablablablablabla.
(le immagini dei santi nel gazebo non ci stanno, te le puoi pure...)
OOOOOOHMMMMMMMMM OOOOOOOOOOHHHHMMMMMMM OOOOOOOHHHHMMMMMM
Om shanti shanti shanti...
Allora, vi è piaciuto? Il parco, il tempietto. Siete riusciti a trovare il silenzio dentro di voi?
E come si chiama questa posizione?
Del gatto!
Oppure...?
Blablasciàblàsana...
No, si chiama #dh§sj!mwxçàsana, la prossima volta t'interrogo.
Me lo ricorderò sicuramente.
Adoro yoga. Respiriamo un casino, praticamente io in quell'ora e mezza respiro per tutta la settimana. De panza, col torace, con entrambi, a salti nell'inspiro e nell'espiro. Il momento più bello è yoganidra. Siamo sdraiati, alla fine della lezione, sotto una copertina. Il maestro accende una luce che, da dietro le palpebre, sembra di star sott'acqua. Nomina tutte le parti del corpo e in quelle parti lì, se ci penso - e ci penso - mi viene come un friccicore sottilissimo, come se delle molecole corressero allegramente sulla punta del naso, o delle dita, o negli altri posti. Questa cosa mi capitava anche anni fa con un altro maestro, meno bravo di questo ma capace di inarcare la schiena all'indietro a 90 gradi. Peccato che subito dopo gli fosse sfuggita una megascorreggia. Poi:
Ora immaginate di essere in un grande parco, bellissimo. Ci siete solo voi.
(Valentino? Pellerina? Central Park? Va bene, sto camminando in un posto pieno di alberi, e sono nuda)
Camminate, camminate, osservate gli alberi secolari. E' mattino, prima del sorgere del sole.
(perché prima del sorgere del sole? che tristezza. meglio il sole)
Ora vedete delle rose bellissime, rose rosse, gialle, rosa, porpora...
(rose?)
Annusatele. Sono piene di rugiada.
(e va bene, mi bagnerò il naso)
Continuate a camminare fino a trovare una radura con un tempietto. Entrate nel tempietto e osservate le immagini dei santi.
(santi? quali santi? santi tipo sant'antonio o un santone indiano? ma dai... non li voglio i santi)
Vi sedete per terra, a gambe incrociate.
(cioè, ero in un posto bellissimo e adesso sono in una cappella buia e polverosa e mi tocca pure sedermi in terra?)
Cercate di raggiungere il silenzio dentro di voi.
(ma se sono nuda dove mi siedo? in terra no. c'è una panchetta?)
E blablablablablablablabla.
(ha detto di sedersi in terra, mi devo sedere in terra. allora facciamo che ho una tuta. una tuta grigia)
Blablablablablablablablablabla.
(no grigia non mi piace! ma uffa)
E blablablablablablablablablabla.
(poi comunque 'sto tempietto lo voglio luminoso, facciamo che è un gazebo)
Blablablablablablablablablabla.
(le immagini dei santi nel gazebo non ci stanno, te le puoi pure...)
OOOOOOHMMMMMMMMM OOOOOOOOOOHHHHMMMMMMM OOOOOOOHHHHMMMMMM
Om shanti shanti shanti...
Allora, vi è piaciuto? Il parco, il tempietto. Siete riusciti a trovare il silenzio dentro di voi?
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