I sani principi di Cubber

Esploso e archiviato giovedì, 22 maggio 2008 in: blogosfera, ciccipuccimucci
(Educa i fanciulli, consola gli anziani, diverte tutti quanti)

Da tanto non mi capitava di leggere un blog così strano, così originale, così pieno di idee, così ben scritto. Il post di oggi, per esempio, narra di un bibliotecario che deve fare un lavoro di trascrizione e mentre trascrive ascolta il rumore delle parole e si rende conto che dicono altro, e così trova degli scoiattoli, ma non scoiattoli qualsiasi: scoiattoli minuscoli, che vivono nella testa di un orologiaio. In quella testa vuota il cervello è stato messo da parte ma tenta una riscossa.
Oppure, un altro giorno, leggo di un uomo - di un essere, sarà poi un uomo? - coniugato a una striscia di carta: esaminata in controluce, la mia sposa risulta essere in filigrana doppia, e, giusta la mia lettura del Briquet e del geroglifico impresso nella carta, dovrebbe essere stata prodotta a Venezia nel 1651. A volte, per scherzo, la chiamo "la mia carampana", poi le stampo un bacio sulla fronte.
O ancora, settimane fa, di un cadavere che a un certo punto inizia a scavare la terra con le unghie: dovetti farmi strada alla vecchia maniera (voglio dire alla maniera dell'età della pietra), scavando per anni e anni con l'unghia nel terriccio, fino a creare una specie di conca infinitesimale, o anfratto, in cui raccolsi ciò che restava della mia anima.
E poi insomma quest blog si snoda e si apre, tutto pieno di storie incantevoli che sembra di stare dentro a un sogno, talvolta un incubo, ma di quelli che mentre li fai ti rendi conto che ti puoi svegliare.
Ci sono cani parlanti: uno dei due cani poco dopo venne al nostro tavolino, fissandoci con occhi intensi e molto preoccupati, dicendo "Non è certo un piacere"; dato che nel parlare fissava il bicchiere di aranciata che la vecchia teneva in mano, pensai che alludesse al fatto che per un cane non dev'essere piacevole lappare una bibita frizzante; e pazienti camuffati nei modi più strani: per mascherarsi, il malato aveva usato solamente matite sbriciolate, fiori spappolati, uova e frutta, e in verità, sulle prime, anch'io rimasi sbalordito dalla qualità del tratto con cui il paziente si era steso sulla faccia quel trucco rudimentalissimo, dalla levigatezza quasi giapponese che era riuscito a dare al proprio broncio, dal biancore incandescente della colorazione.
Cubber parla di pirati, di gatti e topi, di lupi affamati, di lepòradi, e di tanti altri personaggi.
Spero che il Gran Blogod ce lo conserverà a lungo.
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