wish you were here

Esploso e archiviato mercoledì, 26 novembre 2008 in: cimenalcinema, torino film festival
Rivedo questo film con una Emily Lloyd che somiglia alla casta e perfettina Sandra Dee, ma qui incarna il ruolo di una ragazza provocante come Lolita e sveglia e sboccata come Zazie. Memorabili alcune scene tra cui quella sotto, in cui il padre la raggiunge sul posto di lavoro per farle una ramanzina, al che la piccola scandalosa Lynda lo insulta, insulta alcune madame (vecchie puttane pettegole o roba così) e infine sale sul tavolo urlando che è incinta perché le piace il cazzo. Divertente anche la scena in cui, di notte, scende in giardino in camicia da notte cantando a squarciagola FANCULO, e quando una vicina di casa si affaccia e chiede spiegazioni le mostra le chiappe nude e le augura BUONANOTTE, SIGNORA FANCULEY.
Pellicola purtroppo funestata nell'audio, se ne sconsiglia la visione al TFF.
Altre robe belle: Doro no kawa (Muddy River) di Oguri, che mi ha ricordato I 400 colpi, però in Giappone.
Notevole Religulous, una bella presa per i fondelli delle religioni e dei credenti, la tesi di fondo è che la religione nuoce al progresso (inteso come evoluzione, non come sfruttamento sventato del pianeta e delle tecnologie), chissà se uscirà mai qui in Italia (tra l'altro mi viene in mente che, visto che son atea, voglio direttamente l'oppio).
In concorso quello che m'ha convinto di più finora è Prince of Broadway, mentre chi ha visto Die Welle è rimasto colpito; probabilmente vincerà quest'ultimo, anche perché il livello degli altri film non è eccelso. Così così Tony Manero, Helen, Bitter & Twisted. Un velo pietoso su Momma's Man.
Grande godimento rivedendo in versione originale A Private Function (Pranzo Reale); la recitazione di Maggie Smith è fenomenale. Era presente Michael Palin dei Monthy Python, a un certo punto mentre facevo la fila mi era accanto, gli ho sorriso, mi ha sorriso, ci siamo sorrisi e però non gli ho detto un cazzo perché mi vergogno del mio inglese, razza di cogliona che non sono altro.

 
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