MONTANA
Oh, sì. Proprio una bella idea, festeggiare tu ed io soli la fine dell’anno e, già che ci siamo, l’agonia di un rapporto fottuto, che non vuol saperne d’essere rimesso in piedi e spolverato: imbalsamato, certo. Ma hai insistito tanto. O.K., forse sui monti ci scappa il miracolo, come quando ero piccino.
31.12.04: arrivo. Riapertura della baita. Decine di mosche del legno morte nell’intercapedine tra le finestre e gli scuri. Portiamo in casa la legna. Tira bene il camino, anche se non dispongo i ciocchi a piramide come fai tu. Preparo un piatto di penne olio e poco parmigiano (il tuo colesterolo), che consumiamo al sole, prima di una passeggiata nel bosco.
01.01.05: partenza. Chiusura della baita. Antigelo nei tubi dell’acqua. Pulizie. Sangue no, per fortuna eri un pezzo di ghiaccio. Carico la multipla di sacchi neri che smisterò nei cassonetti lungo la strada. Buon anno, papà.
(2005)




















