Stop the pidgeon
Ci sono le ali degli angeli di tutti i giorni, quelli che abbracceresti se ti fossi accorto di quel che fanno per te, e loro non te lo fan mica pesare, no, ma anzi con l’ardimento che li contraddistingue li ritrovi a fluttuare anche tra gli umani più fetusi, e a un tratto con un tocco d'ala: vualà. Costoro forse si prenderanno tutto il merito; ma agli angeli di tutti i giorni non importa mica, son fatti a modo loro. Non hanno secondi fini. Magari ti cambiano la vita, ma così, perché gli va in quel momento, perché gli brillano gli occhi… Vàssapere.
Poi ci stanno le ali di piccione. Di cui non mi frega alcunché. Del piccione infatti m’interessa la sola deiezione; e scoprire chi è il frescone che dalle mansarde mi fa piovere briciole sul balcone. È ben vero che le torme di piccioni unti e bisunti che affollano il cortile interno del mio palazzo da qualche parte devono pur appoggiare, anzi ammollare, la fetecchia. E, fatto il censimento della situazione condominiale, direi: no allo scagazzamento alle italiane anziane del mio piano; no alla cacarella sui panni del bimbo della coppia del Perù; no alla sciolta sui giochi dei bimbi dell’egiziano che mi regala il kebab… insomma non rimangono che il mio balcone e quello del piano di sotto. Per questo, ogni volta che trovo briciole dal diametro superiore ai 2 cm., con un calcetto le spingo giù. È ben giusto che dopo 12 anni di accoglienza piccionesca qualcuno mi sostituisca, e chi meglio dei ragazzotti del terzo piano, con le loro lenzuola azzurro smorto, le tute mimetiche, gli anfibi, e quelle facce da bravi soldatini.




















