Esploso e archiviato domenica, 08 maggio 2005 in: cuentos

Mistica

Due giorni alla scadenza per la presentazione del progetto. Si guarda intorno: non ricorda dove ha messo le sigarette. Sono le otto e si prepara a trascorrere la serata in ufficio, da sola. Finalmente potrà fumare in santa pace. E, tra un'ora o due, sgranchirsi le gambe e andarsi a prendere un kebab da quello che li fa buoni, con il pane sottile arrotolato e la salsina di melanzana. Oppure un falafel. Non deve lasciarsi tentare, non deve neanche lasciarsi sfiorare dall'idea di spedirsi a casa il file del progetto. Sì, le piace ascoltare la radio mentre lavora. Sì, la poltroncina verde acido del suo scrittoio è molto comoda. Sì, potrebbe mettersi in pantaloncini e maglietta. Ma: no. Non tornerà a casa, se no finisce che non combina nulla fino alla mattina seguente. Che poi lo sa benissimo e quindi è inutile star lì a farci dei giri di testa: era dal liceo che funzionava così. Si lasciava tre, quattro capitoli per la notte di studio che aveva davanti, poi a mezzanotte, massimo l'una, si ritrovava col cervello in pappa. Allora le toccava spegnere la luce e mettere la sveglia per la mattina dopo, alle 4. Un po' si odiava, per tutta quella manfrina che ogni volta aveva la faccia tosta di riproporre a se stessa. Un po', anche, amava sorprendersi: hai visto mai che, per una volta, riesca a fare le cose esattamente come vanno fatte?

Copia su un cd l'ultima versione del progetto e il bando, spegne i pc in rete e le luci, raccoglie le sue cose, inserisce l'antifurto, abbassa la serranda, la chiude a chiave e se ne va.

Tre ore dopo, a casa, clicca sulla crocetta in alto a destra del documento in word. È soddisfatta, ha trovato anche dei riferimenti teorici per argomentare che alcuni degli interventi proposti serviranno ad aumentare la percezione della sicurezza nella zona oggetto del bando, e questo elemento non solo dovrebbe influire sulla valutazione dell'ente pubblico committente, ma, se tutto andrà per il verso giusto e il progetto verrà finanziato, servirà da stimolo per coinvolgere i cittadini nella sua realizzazione. Si versa un altro bicchiere d'Alcamo, fantastica sui bambinelli colorati come fiori che di lì a un anno magari andranno a scuola tutti insieme, tenuti d'occhio nel tragitto dai negozianti del quartiere; quegli stessi piccoletti che ogni tanto, per ricaricarsi, va a trovare alla materna vicino al suo ufficio, con la scusa di dover parlare con la direttrice. E che spesso, la mattina presto, incontra caracollanti per strada, accompagnati da madri trafelate che li trascinano a scuola per poi correre - immagina - al lavoro. Quando progetta le è necessario pensare a qualcosa di vivo, di colorato, che riesce a far breccia anche nei terreni più difficili. Aridi. Desertici. Nella pratica, il gioco si fa poi complicato al momento di rendere partecipi anche le persone più sfiduciate o spaventate. Servono delicatezza, ascolto e capacità di sognare per dare speranza, motivazione, voglia di bello. L'estetica è importante: se un progetto è bello ha più possibilità di riuscita. Di questo è convinta.

Si alza e si stiracchia; prende delle gocce alle erbe per dormire. A letto, fatica a prendere sonno. Si ritrova, dopo qualche minuto di dormiveglia, a occhi spalancati. Sono le 3 del mattino. Alla televisione c'è una puntata già iniziata di Frazier. Adora Frazier, mentre alcune sue amiche impazziscono per Sex and the City (quattro oche vittime della moda che zompettano per i ristoranti e le vie di Manhattan). Oppure per Ally Mc Beal (un'avvocata nevrotica e i suoi colleghi altrettanto psicolabili). O anche Will e Grace (un'altra oca, mezza isterica e brutta, più il suo migliore amico, carino ma omosessuale, che diventa, pertanto, l'ennesima oca mezza isterica). Frazier è un'altra cosa, è divertente e ironico come nessun altro. Verso le cinque, dopo una puntata di Star Trek già vista un paio di volte, si assopisce.

(2005)

 

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