Dev'essere andata così
(una mela è una mela è una mela)
Sono pomo di terra, pomo perfetto d'amore.
Grana cocciniglia e pomo d'oro da un paese lontano. Melalbicocca di mela renetta, melarancia, pera decana. Torta di pasta fragrante, ricolma di mela fondente, aspersa di panna colante.
Mordi la delizia croccante. Affonda nella mela verde, la bocca impregnata dell'acido succo.
Torta tatin, capovolta in teglia sapiente.
Ricorda, bambino, le soffici mele cotte al forno, e la mela grattugiata di convalescente. Pensa alle mele, discrete, centrifugate con carote. Alla mela rossa, caramellata e infilata sullo stecco, che ti consola, vagabondo e perso, nella fiera polverosa. Porpora bacca di rosa e aroma antico di cannella, composta di mela cotogna che, uomo, ai caci accompagni.
Annurca.
Spezza il biscotto panciuto dal cuore di mela. Suggi miele dal fiore di trifoglio, e di caprifoglio, mentre sangue di melagrana pregiata, dagli spremiagrumi d'Istanbul, ti cola sul mento.
Sul desco girevole che nippoarcimboldo t'imbandisce coglimi, incanta e assaporami, delizia succosa, prodigiosa renetta dal reticolo ruggine a celare la pelle di giada, decana marchiata a ceralacca, e infine, e di nuovo, cocca di pesca in velluto.
Serviti il sidro, e già t'affascina, e subito allora ti esige, la vaghezza di farmi pollone, fresco verde avvolgente, e fluente, di foglie, e di bocci, di rosa canina.
Ben prima che dio si facesse uomo, Eva s'era fatta mela. Da lì, tutto il putiferio scatenato dall'invidioso e misogino brontolone.




















