Esploso e archiviato giovedì, 01 dicembre 2005 in: pessimismo e fastidio, il peso della mole
Posteriori boutade(s) di una nullafacente forse un po' racaille
 
 
Odiare Torino, è un po' odiare l'Itaglia.
Torino di borghesi snob talvolta apolidi nonché bastardi che trovano un'identità borghese snob facendo i gentiluomini di campagna (o quale brezza di nuovo e mai sentito prima), Torino - dicevo - perché nessuno chiama feccia Borghezio? Rispondi!
Odiare Torino è odiare un provincialismo pacchiano fatto di pensieri, parole, opere e soprattutto omissioni.
Olimpiciu.
Odiare Torino è vedere che non solo destra e sinistra pari son, ma che pure in allegro sfregio barcollano un trenino ubriaco mentre noi allocchiti facciamo tappezzeria e ci rompiamo le palle e poi ci tocca pure pagare l'affitto della sala al prete: Merda a voi. Merda al vostro potere di merda. Merda vuole merda. Merda chiama merda. Rispondi merda.
Odiare Torino, è un po' odiare il genere umano.
 
Amare Torino, invece, è anche un po' amare il cielo d'Italì.
Amare Torino è vedere le montagne bianche e rosa in fondo a un viale. Amare Torino è guardare gli abbaini.
Amare Torino è vivere a San Salvario. E' sentire la tensione della ferraglia imponente a Porta Nuova, la bruma delle polveri che se ti devono ammazzare non vanno tanto per il sottile. E' sapere che, da qui, puoi scivolare al verde puro del Po.
E' avvertire il potere dei luoghi, dei posti frequentati e pensati, dei posti nell'anima, dei luoghi con l'anima.
Amare Torino è dormire alla stazione o al Valentino, stipati nel sottotetto e nel retrobottega, in cantina. E' giocare in cortile un torneo internazionale di calcio. E' un padre che insegna per strada a sua figlia a contare in italiano. Amare Torino è uno che dalla finestra spara col fucile ad aria compressa in testa a un nero. E' una commessa rumena del supermercato che prende in giro un cliente albanese. E' un italiano essenziale, lingua franca mentre aspetti il kebab. E' una mano mozzata in via Nizza. Amare Torino è una pizzeria sfigata con alle pareti le foto del proprietario insieme ai personaggi famosi.
Amare Torino è poveri ma belli. E' una fila di rumeni al mattino buio che aspettano il caporale e già puzzano di un misto d'aglio vecchio e alcool. E' un'altra fila al buio, questa volta di bambine livide puttane che aspettano il cliente per scopate senza preservativo.
Amare Torino, è un po' anche amare il mondo.
 
 
Sabato vado a Parigi a vedere la mostra sulla malinconia (genio e follia) al Grand Palais e a inseguire Jodo qui tires les tarots.
 
Chi è depresso, come chi è innamorato, si commuove facilmente anche per le più insulse stupidaggini, tipo le 1000 puntate della Prova del Cuoco.
 
Chissà se il gelo nel frattempo avrà spento i piccoli fuochi.
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